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Guida alle videocamere
digitali
La guida tecnica ma semplice per
comprendere e conoscere le videocamere digitali.
Vedi anche:
Guida all'acquisto di una videocamera digitale
FAQ sulle videocamere
Glossario sul video
Lo stablizzatore di una
videocamera
Ottico o digitale, lo stabilizzatore è lo strumento
fondamentale per ottenere riprese ed inquadrature stabili ed evitare
tremolii e vibrazioni.
Lo stabilizzatore è
uno strumento il cui lavoro, spesso trasparente all'operatore, incide
sensibilmente sul corretto risultato di una ripresa.
Il nome stesso indica che il suo intervento permette di rendere stabili
le inquadrature cercando di eliminare il tipico tremolio che affligge le
riprese in situazioni di movimento o ad elevati zoom. Il solo tener salda l'impugnatura
dei camcorder (sempre più leggeri e quindi meno stabili) non è sempre
semplice operazione, soprattutto quando non siamo dotati di treppiede o
di un punto di appoggio. Inoltre, con l'introduzione dello zoom
digitale che permette ingrandimenti eccezionali (anche se di scarsa
qualità), la necessità di
rendere stabili le riprese ha portato alla dotazione dello
stabilizzatore praticamente su tutte le videocamere. Lo stabilizzatore lavora
in "real time" permettendo video più fluidi e meno mossi. Ma
come funziona lo stabilizzatore della videocamera? Innanzitutto
dobbiamo precisare che esistono due tipi di stabilizzatori: ottico e
digitale. Spesso le videocamere sono dotate solo della versione digitale
poiché quello ottico risulta meccanicamente ingombrante e costoso (ma
naturalmente più qualitativo) ed è quindi riservato a modelli di
fascia alta.
Lo stabilizzatore Digitale
Lo stabilizzatore digitale, come il suo cugino zoom
digitale, lavora
sull'immagine catturata dal CCD e compie un'elaborazione esclusivamente
software. In particolare avviene un confronto tra il contenuto dell'immagine ripresa con quella immediatamente precedente e, se viene
individuato uno spostamento uniforme di ampie zone dell'immagine, vengono
applicate le dovute correzioni in modo da annullare il movimento.
E' naturale che le correzioni di movimento hanno bisogno di un certo
margine di compensazione e quindi, quando lo stabilizzatore è attivato,
le riprese effettivamente visibili sfruttano meno superficie
dell'inquadratura, tralasciando una cornice pari circa al 15% che il software
userà per le (eventuali) correzioni.
In sostanza si ha un degrado d'immagine provocato dall'interpolazione
dei pixel e dalla necessità di compensare questo 15% d'immagine.

Nell'esempio qui sopra, l’immagine originale
è ritagliata per ricavare un’area “cuscinetto” con cui correggere le vibrazioni di ripresa.
Naturalmente la qualità del risultato è leggermente minore poiché il
software ingrandisce digitalmente l'inquadratura per renderla affine
alle altre.
Lo stabilizzatore non è infallibile ed è possibile che si inganni a
seconda del soggetto che si filma. E' comunque un valido aiuto,
particolarmente indicato per riprese senza cavalletto.
Lo stabilizzatore Ottico
Lo stabilizzatore ottico è composto da particolari
meccanismi applicati alle lenti e all'obbiettivo del camcorder. Quindi
l'immagine è corretta in maniera meccanica, prima della ripresa e non sono necessari
interventi di tipo digitale che come visto degradano la qualità
dell'immagine. In sostanza, particolari sensori si accorgono di
movimenti bruschi e correggono meccanicamente la posizione delle lenti
per ottenere un effetto uguale e contrario, una sorta di movimento
correttivo.
Il vantaggio dello stabilizzatore ottico consiste nel fatto che la
qualità
delle immagini non subisce alcun degrado poiché il processo coinvolge direttamente il modo in cui la luce incide sul CCD. Come detto è un dispositivo abbastanza costoso e non tutte le videocamere ne sono
dotate anche se recentemente sono aumentati i prodotti consumer che lo
impiegano. E' certamente un valore aggiunto ad una
videocamera.
Menù guida alle videocamere
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