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Guida alle videocamere
digitali Vedi anche: Il sensore di una
videocamera Il sensore di una videocamera è il componente responsabile dell'interpretazione elettrica dei segnali luminosi provenienti dall'obiettivo. In pratica è l'oggetto che trasforma le immagini in segnali elettrici utili, quindi, ad essere manipolati dalla videocamera e memorizzati sul supporto (in forma di bit o in formato analogico). Esistono videocamere che utilizzano sensori di tipo CCD oppure CMOS. Esistono inoltre modelli che utilizzano più di un sensore. Vediamo le differenze sostanziali. Link rapidi: Sensore CCS | Sensiore 3CCD | Sensore CMOS | Cattura progressiva e interlacciata Il sensore CCD di una videocamera Il CCD (charge coupled device) è il vero cuore di una videocamera. Si tratta di una piccola piastrina di silicio che, assieme all'obbiettivo, è in grado di catturare le immagini e di trasformarle, grazie ai sensori di cui è coperto, in segnali elettrici. Questi al loro volta vengono interpretati per posizione, colore, intensità, ecc... e trasformati in bit, per le videocamere digitali, o in impulsi analogici, per quelle analogiche. Per ottenere il movimento, dal sensore vengono estratte ad intervalli ravvicinati più immagini successive (tipicamente 25 al secondo). Si conferma quindi come il CCD diventi uno dei componenti principali di un camcorder, responsabile della qualità dell'immagine, della definizione del dettaglio e della fedeltà dei colori. Se è vero che la qualità delle immagini catturate (per le foto o in un video), dipende dal numero di pixel contenuti sulla superficie del sensore (che quindi definisce la risoluzione dell'immagine stessa), non sempre vale il concetto che più pixel un ccd è in grado di catturare, maggiore sarà la risoluzione e la qualità del video. Questo concetto ha forti limitazione ed è valido solo fino ad un certo punto. Chiariamo la cosa con qualche dato: Il formato di registrazione DV (Pal) supporta una risoluzione massima di 720x576 (circa 415.000) pixel che vengono usati per realizzare le 500 linee di definizione televisiva che tanto lo fanno apprezzare rispetto al VHS e gli altri formati analogici. Quindi per registrare il video in formato MiniDV basterebbe un CCD di risoluzione piuttosto bassa, al limite 415.000 pixel. Perché allora esistono videocamere con CCD che raggiungono risoluzioni ben più elevate? I motivi sono i seguenti: - Una maggiore risoluzione del CCD (rispetto al minimo necessario di 415.000) aiuta comunque a migliorare la resa delle immagini e dei colori poiché le informazioni catturate sono di più e quindi nel processo di "riduzione" si guadagna qualche dettaglio. Ma fino ad un certo punto. - Lo stabilizzatore digitale e lo zoom digitale utilizzano un certo numero di pixel per le operazioni di ingrandimento e di interpolazioni, "rubandole" dal quadro video. Ma fino ad un certo punto. - La funzionalità di scatto fotografico digitale su memory card, che ormai quasi tutte le videocamere possiedono, al contrario del video è avara di pixel. "Più ce n'è meglio è" si potrebbe dire. E' naturale che per le foto occorra una risoluzione elevata (essendo finalizzata generalmente alla stampa su carta) pertanto più pixel sono presenti sul CCD, più dettagliata e fedele risulterà lo scatto. A questo punto la domanda spontanea è la seguente: "perché non posso utilizzare tutti i pixel del CCD per registrare anche il video? Se lo fa con le foto perché non dovrebbe farlo con il video?". I motivi sono i seguenti: - Come visto il formato televisivo e quello MiniDV hanno una risoluzione massima che è inutile superare ai fini della visione. - Anche volendo superarla, probabilmente le videocamere con CCD molto risoluti non sarebbero in grado di gestire il flusso di semiquadri di elevata risoluzione x 50 volte al secondo e certo non saprebbero su che supporto memorizzare tale informazione*. L'elevata risoluzione (e quindi il CCD molto risoluto) è pensata solo per le foto e per le operazioni di correzione digitale, in queste videocamere. * In realtà la cosa avviene nelle videocamere HDV (alta definizione) che però esulano dai modelli analizzati in questa guida. Le videocamere attuali spaziano tra vari valori di risoluzione. Quelle che hanno funzionalità fotografiche raggiungono anche i 3 megapixel mentre quelle più comuni stanno attorno agli 800.000. Quest'ultimo valore è certamente un ottimo compromesso per quanto riguarda la registrazione video. Andando oltre non si ha un effettivo guadagno in termini di qualità video. Come visto, abbiamo
perso molto tempo sulla definizione del CCD quando invece l'aspetto forse
più importante è un'altro: la sua dimensione fisica. Importante: è inutile cercare la videocamera digitale consumer che vi permette di avere risultati qualitativi anche al buio o in condizioni di scarsa luminosità. Fisicamente ci sono forti limitazioni che vengono superate (più o meno) solo con modelli da costi proibitivi. Per cui anche se qualcosa si può ottenere da CCD e obbiettivi grandi, vi suggeriamo di concentrarvi di più sulle caratteristiche di ripresa, come zoom e stab. ottici, e sulla qualità alla luce, che vi interesserà maggiormente.
Il
sensore 3CCD o Tri-CCD delle videocamere
Il sensore CMOS di una videocamera Non tutte le videocamere utilizzano sensori CCD. Alcuni modelli montano sensori CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor) che hanno proprietà differenti, nonostante la funzione sia la stessa: trasformare la luce in segnali elettrici. I sensori CMOS sono venuti alla ribalta da qualche tempo grazie alla loro incrementata qualità e al loro basso costo. Inizialmente i CMOS erano considerati utili solo a prodotti low level (per intenderci le foto/videocamere gadget) proprio per la scarsa qualità rispetto ai CCD (almeno per le tipologie prodotte). Ora i risultati dei CMOS prodotti per le videocamere di media/alta fascia sono paragonabili a quelli dei CCD con alcuni vantaggi: basso consumo elettrico, minore rumore video e basso costo. Di contro i CCD sono in genere più luminosi. Ad dirla tutta, non è possibile stabilire in modo netto se sia meglio una videocamera con sensore CMOS o con CCD perché, naturalmente, i risultati dipendono da molti fattori costruttivi del dispositivo e, soprattutto, da *quale* CMOS o CCD è montato. Ogni produttore utilizza in genere un sensore diverso per i suoi prodotti per cui un confronto assoluto è difficile (e forse inutile).
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